La neo mamma allatta al seno e sfrutta il tiralatte per preparare una scorta di latte materno da usare nei momenti in cui si allontana temporaneamente dal neonato e per sostenere la crescita armoniosa del bambino.

Man mano che passano i mesi, però, lo sviluppo psicomotorio del neonato necessita di un costante fabbisogno di minerali, proteine e particolari grassi che il latte materno non riesce più a sostenere in maniera esclusiva.

Dopo i primi sei mesi di vita si dà il via allo svezzamento, ossia l’integrazione di cibi solidi o semisolidi in maniera complementare all’allattamento.

Biscotti, frutta, minestrine e omogenizzati iniziano a far parte dei pasti giornalieri del neonato con il solo scopo di riuscire a sostenere il nuovo apporto nutritivo indispensabile allo sviluppo fisico e cognitivo del bambino.

Svezzamento: omogeneizzati o liofilizzati

Le farmacie, le parafarmacie e i negozi più forniti offrono una vasta gamma di soluzioni per affrontare il periodo dello svezzamento, preparati a base di carne, pesce, verdure o frutta che trovano grandi consensi grazie all’apporto nutrizionale bilanciato, alla consistenza semiliquida e alla formula davvero easy.

Gli omogeneizzati e i prodotti liofilizzati permettono di sostenere la crescita psicomotoria del bambino e l’approccio a un’alimentazione più completa.

Tanto per cominciare gli omogeneizzati e i liofilizzati conservano lo stesso apporto nutritivo, ma vengono concepiti con un processo produttivo e una modalità di conservazione differenti.

I cibi omogeneizzati subiscono un processo di trasformazione che li rende semisolidi, morbidi e omogenei: purea di carne, verdura o frutta. Non richiedono masticazione e mantengono un’alta digeribilità.

I cibi liofilizzati non sono altro che alimenti che hanno subito un processo di disidratazione post-congelamento, un meccanismo che preserva il loro contenuto nutrizionale.

Questo significa che i prodotti liofilizzati sono concentrati puri (non esenti da grassi e sale) mentre la preparazione di soluzioni omogeneizzate mantiene l’acqua di cottura e consente di eliminare sale ozucchero.

In entrambi i casi lo svezzamento deve avvenire attraverso l’introduzione graduale dei cibi omogenizzati o liofilizzati, senza abbandonare il latte materno.

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